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Data pubblicazione

01 novembre 2026

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Il tricolore si arrampica sul podio di Pechino e scrive una pagina memorabile. Domenica 1° novembre, tra le strutture colossali dello Shougang Park, Luca Demarchi conquista un bronzo d’autore nella Speed maschile della FIG World Cup fermando il cronometro a 23"30. È il sigillo perfetto su una trasferta cinese vissuta a perdifiato, arricchita prima dalle prodezze del Freestyle con il quinto posto di Giulio De Carolis e il settimo di Lautaro Chialvo Bantle, e poi dall’en plein azzurro nelle sfide dirette della velocità.

Il velocista classe 2003 di Gorizia ha disegnato il suo capolavoro tratto dopo tratto. Dal 25"33 della qualifica, che gli valeva già il terzo tempo, ha iniziato a divorare gli ostacoli e ha limato il cronometro fino al 24"42 della semifinale, secondo miglior crono dietro all’olandese Siebe Van de Spijker. Poi, nella resa dei conti, ha tolto più di un secondo a sé stesso, trasformando l’amarezza del quarto posto di Montpellier, sfuggito il bronzo per soli sei millesimi, e del sesto di Istanbul in un podio pesante come l’oro. Un 23"30 che si inserisce di prepotenza a 84 centesimi dal vincitore Van de Spijker, primo con 22"46, e a 65 dall’ucraino Bohdan Kolmakov, argento di giornata con 22"65.

Il percorso verso la medaglia ha preteso anche il tributo del cuore in un derby tutto azzurro. La semifinale ha messo di fronte Demarchi e Rosario Barile, una sfida a viso aperto conclusa con il 24"42 del goriziano contro il 28"98 di un compagno di Nazionale che ha lottato fino all’ultimo secondo. Per Andrea Consolini il confronto si è rivelato più complicato, perché l’olandese Tangui Van Schingen lo ha battuto con 24"99 contro 26"50, in una sfida dove il ginnasta di Brixia ha comunque firmato un ottimo tempo, il migliore tra gli sconfitti. A fare da regista di questo viaggio è il DTN Roberto Carminucci, che traccia il bilancio di una spedizione rasente la perfezione. Una squadra capace di portare ogni singolo atleta oltre lo sbarramento delle qualifiche, di piazzare due finalisti del Freestyle e di lanciare tre velocisti nei duelli diretti, fino a vederne due nell’atto conclusivo della Speed. Sul metallo di Demarchi, il Responsabile della Nazionale sottolinea proprio la capacità di migliorarsi di oltre un secondo nel momento della verità, arrivando a pochissimi decimi dal secondo e dal primo.

Inoltre, dietro ogni salto e ogni cronometro c’è un gruppo che ha remato nella stessa direzione dal primo all’ultimo giorno. Accanto a Demarchi, De Carolis, Chialvo Bantle, Consolini e Barile, hanno vissuto la trasferta il tecnico Francesco Venturelli, l’ufficiale di gara Marco Bisciaio, il medico Matteo Ferretti e il massofisioterapista Alessandro Calcinaro, che con competenza e dedizione hanno accompagnato i traceur tra allenamenti, qualifiche e finali, mentre alle spalle degli atleti si staglia il lavoro delle loro società, la Dinamic Gym di Demarchi e Chialvo Bantle, la Ginnastica Brixia di Consolini e De Carolis e la Neapolis Academy di Barile. Il Parkour azzurro saluta così Pechino lasciando un’impronta indelebile, con il metallo al collo, il talento nel vento e la certezza che questa squadra possa continuare a puntare in alto.

CLASSIFICA FINALE SPEED

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