Data pubblicazione
10 aprile 2026
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Osijek - Esposito comanda alla trave. Marano e Gava, corpi liberi da finale! Tonelli e gli Azzurri non al meglio e a mani vuote
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- Scritto da David Ciaralli
- Categoria: News
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Manila is back! Il bronzo olimpico delle Fiamme Oro, nel giorno della celebrazione del 174° anniversario dalla fondazione della Polizia di Stato, ritorna su una trave internazionale, in coppa del mondo a Osijek, e si piazza subito al comando delle qualificazioni di specialità. Esposito non tradisce le aspettative di chi bramava di rivederla sull’attrezzo che la rese leggenda a Parigi, nel 2024, e con 13.733 (D 5.6, E 8.133) firma la miglior prestazione di giornata, mettendo in fila l’astro nascente francese, Elena Colas, seconda con 13.633, e la cinese Zhuofan Tian, terza con 13.500; più indietro, l’empolese Sofia Tonelli che, a causa di una serie di sbilanciamenti, conclude in 23ª posizione a 12.333, restando fuori dall’ottetto d’élite. Al corpo libero, invece, la prova migliore è della canadese Lia-Monica Fontaine, che ottiene 13.400 (D 5.7, E 7.700) e guida la classifica provvisoria davanti, udite udite, all’azzurra July Marano, protagonista di un’ottima routine che le vale il secondo posto a quota 13.166 (D. 5.4 – E. 7.766), seguita ancora dalla Colas, terza con 12.966. Ma non finisce qui, perché oltre alla doppietta targata Civitavecchia, con le due ginnaste di Camilla Ugolini, anche Gava bissa la finale al volteggio di ieri con la quinta piazza sul quadrato centrale, a 12.866. Il talento dell’Artistica 81, seguito in Croazia da Diego Pecar, partendo da 5.3 completa una routine da 7.566 d’esecuzione, strappando il biglietto per un’altra final eight. Nel bilancio generale della femminile, dunque, avremo azzurre in finale in tre attrezzi su quattro - manca soltanto la parallela asimmetrica - con tre ginnaste su quattro - solo Tonelli purtroppo resterà a fare il tifo alle compagne da bordo pedana - e con Benedetta che avrà due chance, sulla rincorsa dei 25 metri e tra le diagonali acrobatiche del “floor” croato. Niente male, davvero, per l’Italdonne di Enrico Casella, che avrà senz’altro un grande seguito durante la diretta su SportFaceTv e su Amazon Prime, sia domani che domenica, con il commento di Marcello Brancaccio e di Francesca Noemi Linari.
Sul fronte maschile, invece, l’ItalGAM purtroppo resta a secco. Al volteggio domina l’armeno Artur Davtyan, che chiude con una media di 14.583, grazie a due salti di altissimo livello (14.733 e 14.433). Alle sue spalle, sul podio provvisorio, si piazzano l’ucraino Nazar Chepurnyi con 14.283 e il britannico Harry Hepworth, terzo a 13.916. Il nostro Ares Federici chiude in decima posizione con 13.666: per l’azzurro due esecuzioni discrete - il Roche (o triplo) ovvero la ribaltata doppio avanti raccolto da 13.833 e i due avvitamenti e mezzo dalla rondata, cioè il Kasamatsu con un avvitamento e mezzo da 13.500 - ma non sufficienti per rientrare tra i migliori. Vannucchi rinuncia per via di una congestione accusata due giorni prima, che suggeriva prudenza. L’alfiere della G. Romagna Team farà comunque un tentativo alla sbarra, finendo però 16° con 12.666. Va peggio a Riccardo Villa che prova il programma nuovo con Cassina e Kovacs carpiato, ma cade sull’uscita in doppio teso con due avvitamenti, finendo al 30° posto con 12.033. Intanto, al vertice si materializza un’incredibile pari merito a tre con 14.433, sciolto, momentaneamente, solo dall’esecuzione che premia il colombiano Camilo Vera (E. 8.733) sul Chinese Taipei Chia-Hung Tang (E. 8.333) e sul connazionale Angel Barajas (E. 8.033). Alle parallele pari, il miglior punteggio è proprio di quest’ultimo, che vola in testa con 14.766, merito di un esercizio di grande difficoltà (D 6.1). Seconda posizione per il turco Ferhat Arican con 14.533, mentre sul terzo gradino, per ora, ci sale lo statunitense Donnel Whittenburg con 14.333. Staccato Villa, 34° con 11.166. L’atleta della Pro Carate, allenato da Corrado Corti, cade dall’entrata, la capovolta alla verticale su uno staggio, ed è costretto a ricominciare l’esercizio, ormai penalizzato. Stavolta è Federici che rinuncia agli staggi pari a causa di un risentimento al polso, a testimonianza di una trasferta nata sotto una cattiva stella, con il forfait di De Rosa prima della partenza, ma che nulla toglie al valore e alla preparazione dei nostri principi azzurri e dei loro accompagnatori, Corti e Roberto Germani.
