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Federazione Ginnastica
d'Italia

Data pubblicazione

07 novembre 2026

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Alcune favole non chiedono il permesso per essere scritte, semplicemente prendono il volo e stravolgono la storia in un attimo. A diciassette anni, al debutto assoluto in un Mondiale senior, Letizia Radaelli trasforma i teli di Nanjing nel palcoscenico della vita e regala alla ginnastica italiana un miracolo sportivo destinato a rimanere scolpito nell'eternità. La stella della Milano 2000 ha conquistato infatti una leggendaria finale iridata nel Trampolino femminile, regalandosi il diritto di sfidare le otto regine del pianeta nella giornata di domenica 8 novembre, prima ginnasta azzurra di sempre a compiere un'impresa di questa portata nella massima categoria.

È il racconto di quattro giorni vissuti con il cuore in gola, un crescendo d'autore dove la tenuta mentale e il talento puro hanno fatto la differenza. Il cammino si è aperto mercoledì con l'esordio nel sincro misto al fianco di Patisso Colonna, chiuso al ventitreesimo posto con 47.430 punti a circa un punto e tre quarti dall'atto conclusivo. Poi, giovedì, la risalita feroce nell'individuale, con i 55.330 punti stampati nel primo esercizio validi per il ventesimo posto su settanta concorrenti, miglior parziale personale della carriera e pass immediato per la semifinale. Il capolavoro definitivo si è compiuto oggi nella Q2, dove Letizia ha alzato l'asticella delle sue ambizioni e ha estratto dal cilindro una prova da 55.610 punti, afferrando l'ultimo pass utile per la finalissima in una classifica guidata dalla padrona di casa cinese Zhu Xueying a quota 57.780.

Un cammino meraviglioso nato dalla visione e dalla guida del Direttore Tecnico Nazionale Giuseppe Cocciaro, il quale per primo ha voluto incoronare la portata gigantesca di questo traguardo: “Questo risultatone fa la storia. Letizia Radaelli è una ginnasta di 17 anni al primo anno da senior, quindi al primo Mondiale, e conquista subito una finale mondiale, la prima per una ginnasta donna". Analizzando la freddezza e l'evoluzione mostrata in pedana, Cocciaro ha messo in luce la stoffa e la tenacia della giovane campionessa: “Ha fatto un esercizio strabiliante e ha stabilito il suo record di punteggio, prima nella qualificazione e poi nella seconda prova, dove ha proposto un esercizio più difficile, da 15.5, rispetto al 14.5 del primo. Questo racconta un carattere fantastico”. Un applauso a pieno campo che il DTN ha subito esteso al lavoro di chi l'ha accompagnata giorno per giorno al limite dell'area di gara, prima di lanciare lo sguardo sul peso olimpico che questo risultato proietta sul futuro: “Faccio i complimenti anche alla sua allenatrice Martina Murgo, che l’ha saputa forgiare e tenere sul pezzo fino a qui. Qualsiasi risultato arrivi domani sarà già un grandissimo risultato, e torniamo in Italia con grande consapevolezza, perché un piazzamento così nel Mondiale del prossimo anno varrebbe già l’accesso diretto alle Olimpiadi, visto che le prime otto si qualificano”. 

Dietro la magia di questo salto verso le stelle risalta proprio la complicità unica con la sua guida tecnica. Martina Murgo ha raccontato la serenità di un cammino costruito senza ansie, basato soltanto sul valore espresso sul telo: “Questo è stato il nostro primo Mondiale senior e sono davvero felice e soddisfatta di quello che Letizia è riuscita a fare. Siamo arrivate qui con un unico obiettivo, dare il massimo e mostrare tutto quello che sa fare, indipendentemente dal risultato. Sono orgogliosa di come ha affrontato la gara e di come ha reagito nei momenti importanti. La concentrazione e la determinazione che ha dimostrato le hanno permesso di fare un grandissimo esercizio e di raggiungere non solo la semifinale, ma anche la finale. Vogliamo considerarla un punto di partenza, e continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto, con la voglia di crescere e migliorare”.

A chiudere questo quadro d'autore sono arrivate le parole della stessa Letizia, con quella purezza genuina di chi sta ancora realizzando di aver toccato il cielo con un dito: “Sono molto soddisfatta e contenta di essere riuscita a fare ancora di più di quello che avevo fatto in qualifica e di essere entrata in una finale mondiale, che è quasi un sogno perché non avrei mai pensato di riuscirci. Sono molto fiera del nostro lavoro, mio e di Martina e di tutto il team che c’è dietro. Spero di fare il mio meglio in finale, per far vedere ancora di più quello che so fare”. Con il cuore pieno di gioia e gli occhi puntati sul domani, l'azzurra si prepara a salire ancora una volta sui teli di Nanjing per mostrare al mondo intero di che pasta è fatta, scortata dall'abbraccio e dal tifo di un'intera nazione.
 
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