Data pubblicazione
04 aprile 2026
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Milano - La Gazzetta dello Sport festeggia 130 anni di storia. La FGI e Il Ginnasta augurano "Buon Compleanno" alla loro più antica compagna di viaggio
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- Scritto da David Ciaralli
- Categoria: News
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C’è qualcosa di unico nel rosa della Gazzetta dello Sport. Non è solo un colore: è memoria collettiva, racconto quotidiano, emozione condivisa. Da quel 3 aprile 1896, quando uscì il primo numero, il giornale ha attraversato epoche, guerre, rinascite e trionfi, diventando una delle voci più autorevoli dello sport italiano. Nata su carta verde per volontà dell’editore Raffaele Sonzogno e dalla fusione tra La Tripletta di Torino, fondata nel 1895 da Eugenio Camillo Costamagna, e Il Ciclista, nato a Milano grazie all’idea di Eliso Rivera, la "Gazza" voleva essere un punto di riferimento per tutto il territorio del Regno d’Italia. L’uscita in edicola, tre giorni prima dell’inizio dei Giochi inaugurali dell’Olimpiade moderna, ad Atene, ne segnarono la vocazione a cinque cerchi. Oggi, a 130 anni di distanza, la Gazzetta non è soltanto un quotidiano: è un archivio vivente di imprese leggendarie. Le sue pagine sono entrate nell’immaginario collettivo: titoli che hanno fatto vibrare milioni di tifosi, immagini che hanno fermato il tempo. Ma la vera forza della Gazzetta è sempre stata la capacità di raccontare non solo le vittorie, ma anche i sacrifici, i percorsi, l’umanità degli atleti. In questo anniversario speciale, il mondo dello sport si stringe attorno alla “rosea” con affetto e riconoscenza.
Tra questi, anche la Federazione Ginnastica d’Italia, che vuole rendere omaggio a una compagna di viaggio fondamentale. Nata nel 1869, la FGI era presente in quel giorno d’aprile di fine Ottocento, e il suo house organ, "Il Ginnasta", circolava già da trent’anni. Correva, infatti, il 1866 quando a Livorno veniva pubblicato il primo numero della rivista “La Ginnastica: Giornale di Educazione Fisica”, fondato e diretto da quello che, in seguito, fu uno dei fondatori federali, Costantino Reyer. La vita di questo giornale durò poco, soltanto 11 numeri, poi venne sospeso. Nell’ottobre del 1868, sempre sotto la direzione di Reyer, ripresero le pubblicazioni e l’anno dopo, con la costituzione della Federazione Ginnastica, a Venezia, la rivista divenne il giornale ufficiale dell’Ente. Nel 1890 cambia il nome e diventa il “Bollettino della Federazione ginnastica nazionale” e continua ad essere pubblicata sino al 1899. Dopo una pausa di due anni, nel giugno del 1901, il bollettino riprende le sue pubblicazioni con una nuova testata. Quella che resterà attiva sino ad oggi: “Il Ginnasta”. Non è improbabile che lo stesso Reyer, con Pietro Gallo e Domenico Pisoni sfogliassero la Gazzetta e Il Ginnasta assieme, così come Francesco Ravano, che del magazine federale fu il primo direttore, o Alberto Braglia, quando dominava a Londra nel 1908 e i Giochi della V Olimpiade di Stoccolma nel 1912.
Nell’anno del suo 157°, dunque, la FGI e la sua testata storica celebrano la Gazzetta dello Sport con la quale hanno condiviso, praticamente, tutto il proprio cammino, a cavallo di tre secoli e lungo 33 edizioni olimpiche estive. Un connubio culturale inscindibile, rinnovato dalle imprese leggendarie delle ginnaste e dei ginnasti azzurri ai Giochi di Parigi 2024. Sulle pagine della Rosea, diretta da Stefano Barigelli, abbiamo ritrovato, anno dopo anno, il racconto delle nostre discipline, delle nostre campionesse e dei nostri campioni, delle emozioni olimpiche e dei successi internazionali. E speriamo di leggerne altrettanti, in futuro. La ginnastica, con la sua eleganza innata, la sua fatica d’altri tempi e la sua energia generazionale, ha sempre trovato spazio nel racconto della Gazzetta contribuendo a far conoscere al grande pubblico uno sport fatto di dedizione, passione, impegno. Centotrent’anni sono un traguardo raro, ma anche un nuovo punto di partenza. Perché lo sport cambia, evolve, si rinnova. E con lui, anche chi lo racconta.
