Data pubblicazione
29 marzo 2026
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Jesolo - Il Trofeo incorona le specialiste, l’Italia risponde presente!
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- Scritto da Giada Bruno
- Categoria: News
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La laguna veneta chiude il sipario sulle finali di specialità del XVII Trofeo Città di Jesolo con un dato chiaro: in un contesto internazionale di alto livello, l’Italia conquista tre ori e due bronzi. Al PalaTurismo le azzurre si piazzano sui podi, li sfiorano e soprattutto tengono il passo di un confronto tecnico serrato, dove ogni decimo pesa quanto un intero esercizio.
Nella categoria Junior, i segnali arrivano già forti e distribuiti su più attrezzi. Al corpo libero, Martina Borsoi si prende la scena con un esercizio che vale il titolo con 12.800, davanti all’americana Kylie Smith (12.700) e alla francese Louane Plisson (12.650). Una vittoria costruita sulla qualità dell’esecuzione, con un occhio di riguardo sulla parte artistica della routine, diventata sempre più importante nelle esigenze espressamente citate nel Codice dei Punteggi. Sempre tra le più giovani, l’Italbaby trova un’altra medaglia alla trave con Michelle Tapia, terza a 12.650, alle spalle di Plisson (13.200) e Williams (12.850). Una gara pulita e centrata che, in un attrezzo ostico, diventa un valore aggiunto fondamentale. Poco più indietro anche Giulia Santinato, sesta con 12.200. Il dato netto, però, arriva dal volteggio, dove Giada Di Pietro si prende di forza il primo posto con una media di 13.225, davanti alla rumena Tudor (13.150) e all’americana Van Grinsven (13.125). Due salti solidi (13.550 - 12.900) e convincenti che fanno la differenza nella rincorsa dei venticinque metri, dove margine di errore e di vantaggio coincidono spesso nello stesso elemento presentato. Alle parallele, pur senza podio, la FGI resta dentro l'ottetto che conta con Michelle Tapia (12.900) e Sofia Frenna (12.750), rispettivamente quinta e sesta, in una sfida dominata dalla Francia con Plisson (13.850) e dalla connazionale, Chloe Jurado, bronzo (13,000). L'argento invece finisce al collo dell'americana Kylie Smith (13.300).
Tra le Senior, il segnale più forte arriva ancora dal volteggio: Benedetta Gava vince con 13.675, costruendo il successo su due salti di valore (14.200 - 12.750) e soprattutto su una buona gestione degli arrivi. Alle sue spalle la francese Van Eijken (13.550) e la spagnola Pacheco (13.225), con Emma Fioravanti quinta (12.675), penalizzata da una caduta nella ribaltata salto avanti teso che incide direttamente sulla media finale (12.200 - 13.150). Alle parallele, le azzurre di Enrico Casella restano ai margini del podio con Giulia Perotti (12.950) e Sofia Tonelli (12.900), entrambe condizionate da errori in esecuzione con cadute che impediscono loro di agganciare le posizioni alte, in una final eight guidata dalla Francia con Elena Colas (14.450), davanti al blocco USA. Nessuna presenza tricolore nella finale alla trave, dove si impone la francese Maiana Prat (13.550), mentre al corpo libero torna l'azzurro con July Marano, bronzo con 13.350 dietro alla stessa Prat (13.400) e a Reese Esponda, ginnasta a stelle e strisce che conquista il gradino più alto con una nota D di rilievo (6,200 per un totale di 13.650). Più indietro Angelica Finiguerra, ottava a 11.200, paga un’esecuzione meno efficace.
Nel complesso, il quadro restituisce un’Italdonne, junior e senior, distribuita e presente su più specialità, capace di salire a prendersi la gloria o di restare dentro la lotta più dura, stringendo i denti. D'altra parte erano note le tantissime assenze italiane della vigilia, con l'aggiunta, poi, purtroppo, dell'infortunio di Emma Puato. E' arrivata questa mattina da Trieste la conferma diagnostica della rottura del Tendine d'Achille del piede sinistro. Il talento dell'Artistica '81 dovra stare lontano dalle pedane per diversi mesi e a lei è andato l'abbraccio di tutto il Palazzetto veneto, e non solo.In conclusione, in un contesto dove Stati Uniti e Francia confermano profondità e continuità progettuale, le azzurre rispondono con giovani prospetti e soluzioni innovative, buone basi tecniche e margini di crescita evidenti. Non è solo una questione di medaglie, ma di traiettoria: Jesolo, ancora una volta, misura i gradi del mirino. Gli Europei di Zagabria e i Mondiali di Rotterdam sono puntati, la World Cup di Osijek è il prossimo bersaglio. Per fare centro servirà coraggio, sangue freddo e concentrazione. Oltre all'amore smisurato e al sostegno infinito di tutti gli impareggiabili fan delle nostre magiche Fate.
CLASSIFICHE FINALI DI SPECIALITÀ XVII TROFEO CITTÀ DI JESOLO
