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Federazione Ginnastica
d'Italia

Data pubblicazione

16 agosto 2026

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Si chiude con un altro lampo d’argento il Mondiale della ritmica italiana e, in particolare, di Sofia Raffaeli. Nell’ultima giornata dei Campionati del Mondo di ginnastica ritmica di Francoforte, dedicata alle finali di specialità, la fuoriclasse azzurra sale ancora una volta sul podio e si prende la piazza d’onore al cerchio. Non riesce, quindi, a conservare il titolo conquistato un anno fa a Rio de Janeiro, ma si conferma tra le grandissime dell’attrezzo e, soprattutto, mette il secondo sigillo su una rassegna iridata che aveva già regalato a lei e alla FGI il bronzo nel concorso generale e il preziosissimo pass per i Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

Al cerchio, sulle note tecno-futuristiche di Arca, Kings & Creatures e William Morris, il “Terminator” marchigiano mette insieme l’ennesima prova di altissimo livello, premiata con 30.500 punti, frutto di 13.700 di Difficoltà, 8.400 di Artistico e 8.400 di Esecuzione. È stato un crescendo, in questa routine, con la quale era partita mercoledì con 30.100, per salire poi a 30.400 nella finale del Completo di venerdì, e aggiungere un altro decimo oggi: tre esecuzioni, tutte abbondantemente sopra il muro del 30. Davanti a lei soltanto una splendida Taisiia Onofriichuk, che firma la giornata perfetta e si prende il gradino più alto con 30.700. L’ucraina, in versione Michael Jackson nel videoclip di "Thriller" precede di appena due decimi Raffaeli, mentre alle spalle della poliziotta di Chiaravalle deve accontentarsi del bronzo l’idolo della Festhalle, la tedesca Darja Varfolomeev, terza con 30.400. Un podio di enorme spessore e una medaglia che conferma la nostra Sofi ai vertici del pianeta dei piccoli attrezzi.

L’Italia aveva poi due carte da giocare nella finale alla palla, con Raffaeli e Tara Dragas entrambe tra le migliori otto. Ed è proprio la giovane friulana ad andare vicinissima a un’altra impresa, al ritmo di “Abstract Thought” di Michael Giacchino, chiudendo quarta con 28.800, a soli 350 millesimi dal bronzo di Mariia Borisova, terza a quota 29.150. Davanti a tutte torna a splendere Varfolomeev: la campionessa tedesca si prende l’oro con 30.350, precedendo Sofiia Ilteriakova, seconda con 29.800. Per Dragas resta il piccolo rammarico di una medaglia sfiorata - come le accadde a Rio nel 2025, quella volta al nastro e senza atlete russe in gara - ma anche la consapevolezza di essersi giocata fino in fondo le sue chance, malgrado una concorrenza pazzesca. L’agente di San Daniele del Friuli, allenato da Spela Alenka Mohar, continua a girare intorno ai podi più prestigiosi e, siamo sicuri, continuando così, ci salirà molto presto.

Più complicata la finale alla palla di Raffaeli. Sofia, ultima a salire in pedana, non riesce a trovare la stessa precisione mostrata poco prima al cerchio e chiude il nuovo programma, montato sulle musiche di Blake Neely e Andrew Hewitt, in quinta posizione con 28.450. Sfuma così la possibilità di mettere al collo la terza medaglia personale, non cambia però la sostanza di una settimana che la conferma ancora una volta stella assoluta del firmamento della ritmica internazionale. Francoforte consegna, dunque, alla Federazione Ginnastica d’Italia un bilancio individuale più che positivo, anche se manca un piazzamento rispetto alla missione brasiliana di un anno fa: il bronzo alla palla di Sofia. Comunque, l’argento al cerchio fa salire il bottino complessivo della FGI ai Mondiali di Ritmica di tutti i tempi a quota 59 medaglie (17 O. – 25 A. – 17 B.) e quello personale di Raffaeli a quota 17 (5 O. – 4 A. – 5 B.), contando anche i tre podi nei Team Ranking del 2021, 2022 e 2023.    

Ma soprattutto, il risultato più eclatante, è quello che proietta già l’Italia verso Los Angeles 2028, con Raffaeli ancora nel trio delle regine all around (l’unico concorso riconosciuto dal CIO); Tara Dragas capace, alla sua seconda grande esperienza iridata da protagonista, di entrare nella finale a 18, nell’ottetto della palla e di arrivare a un soffio da una medaglia; la squadra in costante progresso, sia tecnico sia esperienziale, tra l’altro composta di ragazze che hanno fatto subito gruppo, trovando grande affiatamento, non solo al loro interno ma anche con le due individualiste, quasi Sofia e Tara fossero la settima e l’ottava Farfalla di un vero e proprio Insieme allargato. Dalle sponde del Meno, insomma, l’Italia torna con più certezze, due metalli preziosi e un biglietto per Los Angeles.

«Il bilancio è più che positivo – conferma anche Il presidente della Federazione Ginnastica d’Italia Andrea Facci, tra l’altro primo DTN, seppur ad interim, ad arrivare in fondo alla Road to LA2028, con due anni di anticipo - Sofia è stata immensa non soltanto dal punto di vista tecnico, ma soprattutto per la tenuta mentale che ha dimostrato in gara, segno di una grande maturazione. Sono davvero molto contento per lei. Il bronzo mondiale ha un valore enorme e rappresenta, simbolicamente e concretamente, il primo passo olimpico dello Sport Italiano, che, mi auguro, sia di buon auspicio per tutti gli atleti che verranno dopo. Credo che il nostro movimento debba esserne orgoglioso di un tale primato: la strada del Coni verso i prossimi Giochi si apre proprio con la ginnastica e, in particolare, con la ritmica». Facci sottolinea anche l’altissimo livello della competizione individuale: «Abbiamo assistito a una gara straordinaria, con una concorrenza sempre più forte e con Paesi che fino a pochi anni fa difficilmente avrebbero potuto esprimersi a questi livelli. L’argento di oggi al cerchio è la classica ciliegina sulla torta. Un grande applauso va anche a Tara Dragas che, nonostante qualche inceppo nell’All Around, ha dimostrato ancora una volta di essere una delle migliori ginnaste in circolazione. Oggi ha preso un’altra medaglia di legno, però credo che le manchi molto poco per trasformarla in metallo. Lo dimostra il fatto che la concorrenza aumenta, però lei è sempre lì». Grande soddisfazione anche per il percorso della squadra di Germana Germani, Monia Di Matteo e Bilyana Dyakova: «L’obiettivo era eseguire bene i due esercizi e poi attendere i risultati senza l’ansia della classifica, perché siamo in una fase di programmazione e costruzione. Le ragazze hanno fatto quello che dovevano fare e devono essere soddisfatte, così come lo siamo noi e le loro tecniche. Alcune ginnaste hanno avuto problemi fisici che ne hanno rallentato la preparazione, ma sono riuscite a farsi trovare pronte nel momento più importante». Infine, il presidente pone l’accento sul lavoro collettivo avviato dalla Federazione: «Stiamo costruendo un vero lavoro di squadra, nel quale ognuno deve dare il massimo secondo le proprie competenze: le tecniche, lo staff sanitario, la Federazione e tutte le persone che stanno contribuendo alla crescita di questo gruppo. È un percorso che guarda avanti. Per noi quello di Francoforte è già un Mondiale più che soddisfacente. Siamo davvero molto contenti. Ora abbiamo un anno di tempo per lavorare duro in palestra ed arrivare a Baku nelle migliori condizioni per giocarci in pieno le nostre chance».

Nelle altre finali individuali, senza azzurre in pedana, Stiliana Nikolova si prende lo scettro alle clavette. In assenza della Varfolomeev, rimasta fuori dalle migliori otto in qualificazione, la bulgara, già argento nell’All Around proprio alle spalle della tedesca, conquista il titolo mondiale con 30.150, precedendo l’ucraina Taisiia Onofriichuk (30.050) e Mariia Borisova (30.050). Al nastro torna invece sul gradino più alto Darja, che conserva il titolo iridato con 30.500, appena 50 millesimi davanti a Nikolova (30.450), mentre la russa Borisova (29.900) completa il podio. L’astro della Germania chiude così l’edizione casalinga con tre ori – generale, palla e nastro – un bottino straordinario ma più magro rispetto alle attese della vigilia e ai quattro titoli conquistati un anno fa a Rio de Janeiro. Tra i gruppi è invece il giorno del Brasile, bronzo nel concorso generale e già qualificato a Los Angeles 2028 alle spalle di Giappone e Spagna: le verdeoro centrano una clamorosa doppietta, facendo nelle finali mondiali ciò che la Spagna aveva saputo fare a livello europeo. Oro alle 5 palle con 29.450, davanti a Cina (28.900) e Bulgaria (28.400), e oro anche nel misto 3 cerchi e 2 paia di clavette, ancora con 29.450, precedendo, stavolta iberiche (29.050) e bulgare (28.750). Un filotto perfetto che consacra definitivamente Maria Eduarda Arakaki, Maria Paula Caminha, Mariana Goncalves, Julia Kurunczi, Sofia Pereira e Nicole Pircio tra le nuove grandi potenze della ritmica globale.

FINALE CERCHIO

FINALE PALLA

FINALE CLAVETTE

FINALE NASTRO

FINALE 5 PALLE

FINALE MISTO

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