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Federazione Ginnastica
d'Italia

Data pubblicazione

08 giugno 2026

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L’arcobaleno della ritmica italiana ritrova il suo “Colore Viola”. Classe 2006, compie vent’anni a luglio, la Milanese di via Ripamonti, cresciuta nella “Forza e Coraggio”, ha aggiunto la parola “Resilienza” al nome ultracentenario del suo prestigioso club d’origine. Oggi Viola Sella veste i colori dell’Aeronautica Militare e, come una vera “Top Gun”, quando sembrava aver perso il controllo della sua carriera, invece di eiettarsi dal velivolo, ha ripreso i comandi ed è atterrata sul podio di Folgaria, tra gli applausi di tutta l’Alpe Cimbra: bronzo all around, terza a cerchio, palla e clavette, argento al nastro, sempre a medaglia, in tutte le foto, in tutte le premiazioni, è lei la MVP del torneo, se non altro per il rumore del suo rientro, un impatto contro il muro del suono di un jet ipersonico tornato d’improvviso sui radar federali. Era, esattamente, il 15 maggio del 2025, quando, due giorni prima della Final Six di Torino, mamma Daniela Vergani, la sua allenatrice, la vede piegare male la caviglia e precipitare sulla pedana. Il carrello di atterraggio, la base del quinto metatarso, aveva ceduto, e Viola era in lacrime. All’orizzonte non c’era soltanto l’epilogo del torneo di Serie A, ma una serie di appuntamenti in maglia azzurra, il più importante dei quali l’Europeo di Tallinn. Dopo il ritiro di Milena Baldassarri era ancora vacante il posto di seconda guida, accanto a “Maverick” Raffaeli, e la Sella era in corsa per una convocazione in plancia, assieme a Tara Dragas e Alice Taglietti. L’infortunio non era grave, il rischio operazione venne sventato, però il mese e mezzo di stop ripose nell’hangar dei sogni tutti le ambizioni dell’aviera meneghina. “In pratica ho ripreso in pieno solo dal 2026 – ci racconta con quel suo sorriso che le illumina il volto pulito della ragazza della porta accanto – Alla fine dello scorso anno sono riuscita a fare qualcosa, ho gareggiato in Bundesliga, in Germania, qualche esibizione, ma niente di più”. E poi, dal primo gennaio, il nuovo decollo. Nuovi programmi, nuovi body, per una meravigliosa seconda vita sportiva. “Sì abbiamo cambiato tutto, non aveva senso rimanere con i vecchi esercizi – ci conferma l’azzurra che qui, sulla Montagna dei Campioni, era arrivata terza nel Completo pure nel 2023 e 2024 – Difficoltà, rischi, abbiamo aumentato qualcosa. Anche il guardaroba è stato un po’ rivisto, sono rimasti solo alcuni body funzionali alle musiche”. A proposito, la scelta dei brani è abbastanza esplicativa. Da “Fighter” al nastro, che è affermazione di sé e di resilienza, a “The Search” alle clavette, che invece parla di lotta interiore e di crescita, passando per “Say Something” al cerchio, un pezzo sulla vulnerabilità emotiva, e per “My love”, alla palla, che torna sulla ricerca della propria identità. Una presenza abbastanza definita è quella di Christina Aguilera, un’artista ascesa nell’Olimpo della discografia proprio per la sua capacità di reinventarsi, di difendere la sua autenticità, trasformando la fragilità in forza interiore. “Io ascolto un po’ di tutto – ci svela Viola che nel warm up, durante il riscaldamento, indossa sempre le cuffiette - Amo la musica italiana, soprattutto quella indi, tipo Fra Quintale, Coez oppure Marrakesh. Mi piace anche l’Aguilera, più che altro perché è una guerriera e mi dà energia. Lei è un animale da palcoscenico, interpreta le sue canzoni con una grande presenza scenica, mi ci rivedo molto. Anche mia madre ci mette del suo nella scelta, ascolta tantissimi brani, quelli più vicini allo stile della coreografia, e alla fine decidiamo insieme, anche con Elena Gnedochkina, l’altra tecnica. E poi, nello staff, abbiamo anche due coreografe, Patrizia Biondo, e Lara Viscuso, che si occupano più dei passi ritmici, e un super preparatore come Enrico Bruscia”. Ma “Fighter” non è solo una hit epic pop di Dream Harlowe, ma anche un caccia, tipo l’Eurofighter Typhoon in dotazione all’Aeronautica Militare Italiana, e allora il pensiero torna al Centro Sportivo di Vigna di Valle. “Sono scesa a Bracciano per l’arruolamento, lo scorso settembre – ci spiega l’aviere scelto – Mi trovo molto bene nella grande famiglia dell’AM. Per la ritmica ci sono anche Serena Ottaviani, Alexandra Naclerio, Giulia Segatori e Sofia Maffeis, quindi sono in ottima compagnia. Questa è la prima gara che affronto con la maglia dell’Aeronautica ed è, insieme, un grande onore e una emozione in più. Qui è venuta a seguirmi Andreea Stefanescu, ero molto piccola quando lei vestiva il body delle Farfalle della squadra nazionale, e avere un bronzo olimpico come superiore mi dà una carica speciale”. L’altra famiglia è quella della Forza e Coraggio, da dove uscirono Marina Odorici, vincitrice di quattro campionati assoluti, dal 1972 al 1974, Giulia Staccioli, numero uno nel 1983, nel 1985 e 1986, e, di recente, Emma Fioravanti, la promessa dei grandi attrezzi. “Emma si allena al Centro tecnico di via Ovada, con Paolo Bucci e Tiziana Di Pilato, ma qualche volta ci incrociamo – ci dice Viola – Soprattutto durante le sedute di fisioterapia. Parliamo un po’ l’una dell’altra, ci scambiamo reciproche impressioni. A me l’artistica piace molto, anche perché mia madre l’ha praticata, da giovane, prima di passare alla ritmica. Seguo anche Angelica Finiguerra: con loro due, tutti gli anni, organizziamo il saggio societario. È un momento divertente e spensierato, che ci piace condividere con tutte le bimbe del club e i loro genitori”.  E alla Sella piace tanto pure Folgaria, la località trentina che da sette stagioni consecutive ospita i Campionati Italiani, in pratica dal suo esordio, quando a quattordici anni da junior si classificò quattordicesima. “Ho debuttato su questa montagna, è normale che ci sia affezionata. E poi, quando a Milano cominciano i primi caldi, è un piacere venire al Palaghiaccio.  A Folgaria c’è un bel clima, sia fuori, sia sugli spalti. Qui c’è sempre tantissima gente e gareggiare con un pubblico così è ancora più bello”. Insieme all’Individualista di punta, la Forza e Coraggio ha portato in Trentino le ragazze della squadra giovanile – Aurora Bogani, Alessia Casiraghi, Dafne Lorini, Ludovica Stella Annie Perrelet e Gaia Ruiz Ceballos – capaci di conquistare la medaglia di bronzo con le 5 palle. “Sono tutte atlete futuribili – conferma Viola che nel 2021 fece parte della squadretta nazionale al 37° Campionato d’Europa, proprio a Varna, in Bulgaria, come la scorsa settimana, sfiorando il podio nel Completo e collezionando due settimi posti con le 5 palle e con i 5 nastri -   Sono bellissime ginnaste, che stanno crescendo a vista d’occhio, si allenano con noi tutti i giorni, quindi è magico vederne i progressi, come imparano e quanto sono determinate. Credo che il loro impegno si sia visto, e questo è ciò che conta di più alla loro età, al di là dei risultati”. La Sella, però, aveva al suo fianco un’altra ginnasta della Milanese, un’amica e un’avversaria al tempo stesso, Alessandra Rondelli, 11ª nel Generale con 99.500, e 6ª al nastro con 25.450. “È la prima volta che gareggio con un'altra mia compagna agli Assoluti, quindi sembra una cosa stupida e banale da dire, ma in realtà è stato stupendo, perché abbiamo preparato la gara insieme. Sono contentissima per lei, per i suoi piazzamenti, perché se lo merita”. Parlando di avversarie, viene spontaneo chiedere a Viola che ha preso parte, lo scorso marzo, all’Alem Cup di Astana – vincendo il bronzo nel generale e l’argento a cerchio, clavette e nastro – e poi alla Coppa del Mondo di Sofia, in Bulgaria - dove è entrata in finale alla palla – un’impressione sullo stato di salute del movimento internazionale, sulla Road to Los Angeles 2028. “Intanto è un enorme privilegio per tutte noi individualiste avere la possibilità di confrontarci, in casa, con due delle migliori ginnaste in circolazione, Sofia Raffaeli e Tara Dragas. È molto allenante e ti dà la misura giusta per affrontare poi chiunque. A Varna mi hanno impressionato le piccoline, a cominciare dalla nostra Flavia Cassano. Tra le senior, con il ritorno di russe e bielorusse, la concorrenza è aumentata, come era ovvio che fosse. Mi ha impressionato Mariia Borisova, rispetto alle sue connazionali fa cose più interessanti. E che meraviglia Alina Harnasko! Il bronzo di Tokyo è ancora al top e ricordo che, quando io ero bambina, lei era un punto di riferimento per la mia generazione. Poi ci sono Darja, Stilijana, Taїsija, veri fenomeni. Quindi diciamo che la competizione non è mai stata così alta, soprattutto considerando i paesi extra europei, come Brasile, Cina, Giappone, che stanno dominando con le squadre, ma anche Stati Uniti, Canada, Messico, Australia, che sono sempre più presenti anche nell’individuale”. Viola Sella non ha paura di giocarsi le sue chance. She is back e adesso sarebbe troppo facile dire Nomen Omen e che è tornata in Sella, anche perché non è mai stata disarcionata. Certo se l’è vista brutta, un po’ come Zverev al Roland Garros del 2022, ma, dopo aver visto nero, ora vuole ridipingere di Viola il destino della Ginnastica Tricolore. Ad attenderla c’è la Challenge a Cluj Napoca, dove era stata nel 2024, e poi i Giochi del Mediterraneo di Taranto, insieme a Margherita Fucci. È stato proprio il presidente Facci, Direttore Tecnico ad interim della sezione, a comunicarlo alle due atlete e alle loro allenatrici al termine della competizione. E il volto di Viola si è aperto in quel sorriso che le stringe gli occhi e le illumina i lineamenti dolci. Che però quando indossa l’uniforme, sulla rampa di lancio, si trasforma nello sguardo del pilota da combattimento. “Sono molto contenta di avere queste opportunità, di fare altre esperienze e di gareggiare il più possibile per ritrovare presto la forma migliore”. L’infortunio è alle spalle, adesso si punta all’Orizzonte. Lì dove il Sole tramonta, ad Ovest dell’Atlantico, verso la California, e la luce del crepuscolo, quella che anticipa i sogni, diventa Viola.    

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