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Federazione Ginnastica
d'Italia

Data pubblicazione

28 giugno 2026

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Si chiude con un colpo di scena, ma anche con indicazioni incoraggianti per il futuro, la seconda giornata di qualificazioni della World Challenge Cup di ritmica, in corso alla BT Arena di Cluj-Napoca, in Romania. Dopo il programma inaugurale dedicato a cerchio e palla per un gruppo di ginnaste e a clavette e nastro per l’altro, la rotazione odierna ha completato il concorso generale, assegnando il titolo più importante e definendo le finaliste di specialità. Ebbene l’Italia ha visto Viola Sella chiudere al 13° posto con 105.350 punti (CE 27.150 – PA 26.850 – CL 25.000 – NA 26.350), mentre la giovanissima debuttante, Margherita Fucci, ha terminato in 26ª posizione con 99.050 (CE 25.900 – PA 25.900 – CL 23.700 – NA 23.550). Un risultato che non racconta fino in fondo il valore espresso dalle due azzurre, soprattutto dall’aviere dell’aeronautica militare, che, a fine giornata, era finita prima riserva sia alla palla sia al nastro, rischiando di restare a guardare le migliori otto per una manciata di decimi. Poi la sorpresa, stamani, la bulgara Dara Stoyanova, ottava all-arounder con 107.700, settima al cerchio con 28.100 e, soprattutto, terza qualificata al nastro con 26.900, è stata costretta a dare forfait. Lo annuncia la federazione di Sofia e quando una ginnasta deve fermarsi dispiace sempre. Ovviamente le auguriamo una pronta guarigione in vista della World Cup di Milano, intanto però Viola torna in gioco e Daniela Vergani è costretta a correre in hotel per prenderle il body e il nastro della figlia, se allena alla Forza e Coraggio dall’inizio della sua carriera. In testa alla classifica dei quattro attrezzi non ci sono state sorprese. La campionessa olimpica, mondiale ed europea Darja Varfolomeev si aggiudica il titolo in Transilvania con 116.950 punti, confermandosi ancora una volta il punto di riferimento del circuito dei piccoli attrezzi. Alle sue spalle l’ucraina Taisiia Onofriichuk con 112.000, mentre il terzo gradino del podio, conteso dall’uzbeka Takhmina Ikromova e dalla polacca Liliana Lewinska, entrambe a 111.450, è andato alla prima in virtù delle esecuzioni più pulite. A completare il programma della due giorni di qualifiche è arrivato anche il verdetto delle squadre. L’Italia conclude al 9° posto con 43.100 punti, mancando di poco l’ingresso tra le migliori otto del misto. A incidere sul risultato è stato proprio il 21 netto ottenuto nell’esercizio con tre cerchi e quattro clavette, una prova caratterizzata da alcune imprecisioni, tra cui una perdita e un’uscita di pedana, che hanno limitato il potenziale delle ragazze dell’Accademia di Desio. Resta comunque il brillante piazzamento centrato venerdì con le cinque palle, esercizio che ha garantito alla formazione guidata da Elisa Quilici e Serena Farina l’accesso alla finalissima di oggi. Nel Completo dell’Insieme il successo è andato a Israele con 56.050, leader in entrambe le routine (28.150 - 27.900), davanti a Germania, argento con 54.300 e seconda sia alle palle, sia nel misto (26.900 - 27.400)  e Uzbekistan, terza a quota 49.750 (24.050 - 25.700), mentre ai piedi del podio ha concluso la Polonia, staccata con 47.150 (21.800 - 25.350).

 

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