Data pubblicazione
05 agosto 2026
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Francoforte - "E lucevan le stelle": le convocate della Nazionale Italiana di Ritmica nella notte dei desideri mondiali. Si parte il 10 agosto!
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“Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri. È una notte come tutte le altre notti. È una notte che profuma di avventura”. Partiamo da Jovanotti, al secolo Lorenzo Cherubini, per raccontarvi la partenza di un gruppo di angeli che sognano di brillare come stelle. Il 10 Agosto, la notte di San Lorenzo, guarderanno un cielo teutonico nello Stato federato dell'Assia, dalla loro stanza al Maritim Hotel di Theodor-Heuss-Allee 3, e i loro cuori batteranno come il “basso che pompa” di un altro celebre brano del Jova. L’avventura di cui profuma la notte dei desideri si chiama Campionato del Mondo di Ginnastica Ritmica, in programma dal 12 al 16 agosto alla Festhalle di Francoforte, splendido edificio storico con più di un secolo di vita. 102 individualiste, 40 gruppi composti da altre 231 atlete, in rappresentanza di 78 Federazioni si sfideranno per gli otto titoli iridati (5 singoli e 3 di squadra), nel Team Ranking per Nazioni e per i tre ticket che porteranno i vincitori, per direttissima, ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2024.
Tutti gli occhi ovviamente saranno puntati sulla ginnasta che, in questo momento, rappresenta l’essenza stessa della disciplina, un po’ come Simone Biles nell’artistica femminile. La diciannovenne Darja Varfolomeev ha vinto cinque dei sei titoli mondiali disponibili agli ultimi Mondiali del 2025, A Rio de Janeiro. E pensate un po’ chi è stata a guastarle la festa, aggiudicandosi l’oro al cerchio? La nostra Sofia RAFFAELI, che nell’edizione del 2022 aveva fatto lo stesso, vincendo tutto, eccetto l’oro alle clavette, che in quel caso finì al collo della tedesca. Insomma c’è un conto aperto tra le due Titane. Accanto alla campionessa olimpica, due volte iridata (lo fu anche a Valencia 2023) ed europea – capace di riunire le tre corone come in passato riuscì solo ad Alina Kabaeva nel 2004 e ad Evgenija Kanaeva nel 2008 e nel 2012 – vedremo altri due idoli locali, non meno insidiosi e competitivi: la diciottenne Lada Pusch, seconda alle Finals di Hannover del 25 luglio scorso, impegnata su tre attrezzi, e la ventunenne Anastasia Simakova, medaglia d'argento alla palla ai Campionati Europei di Tallinn e bronzo al cerchio ai Campionati del Mondo del 2025, che ne farà uno soltanto.Attenzione! Se la Varfolomeev riuscisse a laurearsi Regina del Completo per la terza volta consecutiva entrerebbe in un club esclusivo di cinque leggende, eguagliando le bulgare Maria Gigova (1969, 1971, 1973) e Maria Petrova (1993, 1994, 1995), e le russe Evgenia Kanaeva (2009, 2010, 2011), Yana Kudryavtseva (2013, 2014, 2015), mentre Dina Averina comanda con quattro (2017, 2018, 2019, 2021).
Vicino alla Raffaeli, a sua volta bronzo olimpico, bronzo mondiale e bronzo continentale al cerchio alla sua quinta partecipazione iridata, ci sarà la collega del gruppo sportivo delle Fiamme Oro, Tara DRAGAS, che, al debutto carioca, 12 mesi fa, sotto il Pan di Zucchero aveva sfiorato un dolcissimo podio al nastro. La coppia azzurra sarà seguita dalle rispettive tecniche, Amina Zaripova e Spela Alenka Mohar. Oltre che sul duo marchigiano-friulano i fari di fan, media e addetti ai lavori saranno accesi pure sulla campionessa europea all-around 2024, la bulgara Stiliana Nikolova, che ha vinto cinque medaglie mondiali nel 2025, ma nessuna d'oro, oppure sulla campionessa europea all-around 2025 l’ucraina Taisiia Onofriichuk, alla sua seconda presenza nella rassegna FIG, con due bronzi all’attivo; sull’israeliana Daniela Munits, reduce dal trionfo nelle Cross Battle dell’European Cup e la connazionale Meital Maayan Sumkin o sulla campionessa asiatica, l’uzbeka Takhmina Ikromova; sulla russa Mariia Borisova, brava ad aggiudicarsi il gradino più alto del podio in Coppa del Mondo a Tashkent, battendo Varfolomeev, senza dimenticare la bielorussa Alina Harnasko, bronzo a Tokyo 2021, che, malgrado i suoi ventiquattro anni, non ha per nulla intenzione di gettare la spugna. L’Italia, pur potendo portare una terza individualista, visto il piazzamento agli Europei di Varna, ha scelto di puntare sulle sue prime due étoile assolute (come certificato anche dai Campionati Italiani a Folgaria) per tre ragioni: centrare più finali di specialità possibili, lasciarsi un margine d’errore nella qualifica all around, visto che il totale è dato dalla somma delle migliori tre esecuzioni, e puntare al Team Ranking con frecce all’arco da almeno 28 punti in su, per un totale ipotetico su otto routine di circa 224 punti, che, sommati a quelli della squadra, potrebbero significare medaglia.
A proposito di squadra, la delegazione guidata dal consigliere federale Oreste De Faveri, con le giudici Emanuela Agnolucci e Alexia Agnani, oltre allo staff medico diretto dal dottor Matteo Ferretti, affiancato dai fisioterapisti Michele Ragni e Diego Losa, comprende, ovviamente, anche le Farfalle dell’Insieme FGI, in allenamento collegiale, fino alla partenza del 13 agosto (differita rispetto alle individualiste) presso l'Accademia di Desio. Serena OTTAVIANI (Centro Sportivo Aeronautica Militare), Chiara BADII, Sofia SICIGNANO e Bianca VIGNOZZI (SG Raffaello Motto ASD), Sasha MUKHINA e Gaia POZZI, accompagnate dalle allenatrici Monia Di Matteo, Bilyana Dyakova, Germana Germani, vengono da risultati altalenanti, dovuti anche al profondo rinnovamento di formazione e di programmi, ma hanno fatto vedere un ottimo stato di forma, sia alle cinque palle, sulle note di “Hero” di Tommee Profitt remixata con "Odissea Veneziana”, sia nel misto con i tre cerchi e le due paia di clavette, al ritmo di una vera e propria suite cinematografica: “Decimator”, “Commander”, “Drums Dust To Dust”, “Gloria Regali” e “Fantasmica”, sonorità potenti, percussioni martellanti, crescendo orchestrali e atmosfere fantasy che ci porteranno in dimensioni emozionali inesplorate.
Di fronte, il nostro sestetto magico si troverà una potenza di fuoco senza precedenti. Con il rientro di Russa e Bielorussia, lo scenario dei gruppi è tornato ad essere al completo, come prima del 2022. Ma con una differenza. Se ai Giochi di Tokyo la sfida per il podio era sostanzialmente circoscritta tra Bulgaria, che poi ha vinse, Russia e Italia, che completarono il podio, la Cina, la Bielorussia e forse Israele, l’ultimo sopra quota 80 ma staccato dal podio di ben quattro lunghezze, oggi la concorrenza è diventata globale. Il ventaglio delle potenziali regine si è allargato sull’intero globo terracqueo, abbandonando la teoria Europa-centrica. il Giappone, campione in carica, e il Brasile si sono contesi la leadership mondiale dello scorso anno, la Spagna è arrivata terza dopo aver conquistato il Vecchio Continente a Tallinn e averlo rifatto a Varna. Chissà che a Ines Bergua, Andrea Corral, Marina Cortelles, Andrea Fernández, Lucía Muñoz e Salma Solaun non riesca l’impresa compiuta da Lamine Yamal e compagni nel Calcio, ossia unificare lo scettro europeo con quello mondiale.
Ma i calienti astri iberici se la dovranno vedere anche con la Cina, olimpionica 2024, e l’Ucraina, che a Rio de Janeiro hanno battuto il loro rispettivi colpi nelle specialità. Ma nel frattempo sono cresciute le israeliane, la Germania – composta da Alina Datsenko, Anja Kosan, Alina Ott, Helena Ripken e Anna-Maria Shatokhin - e la Francia, rispettivamente bronzo e argento sul Mar Baltico, la stessa Estonia, la Polonia, l’Ungheria, senza contare tutto l’Est, dall’Uzbekistan all’Azerbaijan, o l’emergente Ovest di Messico e Canada. E, infine, ci sono le outsider di Mosca e Minsk, che tra cambi di rose e un po’ di ruggine per la lunga assenza dalle competizioni, non sono ancora riuscite a tornare letali come un tempo. Al di là di come andrà a finire, i Giochi veri, comunque, si faranno dal 15 al 19 settembre del 2027 nella ormai iconica Milli Gimnastika Arenası di Baku dove le migliori 24 squadre di Francoforte, oltre alle riallocazioni, si ritroveranno per conquistare gli ultimi decisivi pass olimpici, tolte le tre già ammesse in Germania. Sul fiume Meno tutte cercheranno però di fare di più, non solo per il prestigio e per il palmares della World Gymnastics, ma per acquisire certezze e credibilità. E, come ha sempre detto la nostra Sofia Raffaeli, per emozionare i tanti appassionati dei piccoli attrezzi. Non vediamo l’ora!
