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Con una Pasqua segnata dall’infortunio al ginocchio di Sofia Busato durante i primi allenamenti in Transilvania, dove mancava solo Martin Feldman, nei panni di Igor, che pronunciasse la frase cult di Frankenstein junior - “potrebbe essere peggio, potrebbe piovere!” - questa mattina, giorno delle qualifiche femminili agli Europei di Ginnastica Artistica, Cluj Napoca si è svegliata sotto una coltre di neve, mentre continuava a venir giù che Dio la manda. Le azzurre di Enrico Casella non si sono però perse d’animo e, dopo una discreta prova podio, hanno esclamato all’unisono: “Si può fare!”, proprio come Gene Wilder nella celebre pellicola di Mel Brooks, ambientata in un castello rumeno. Ed oggi Giada Grisetti, Lara Mori - inserite nella seconda delle quattro suddivisioni donne – e Martina Maggio – solitaria nella terza - lo hanno fatto davvero, sono riuscite a centrare tre finali, onorando nel migliore dei modi la rassegna d’esordio del nuovo ciclo olimpico. L’Italia parte dagli staggi asimmetrici della Sala Polivalenta, con la sedicenne del Centro Sport Bollate, seguita da Monia Marazzi, che mette a segno la sua parallela, ricca di gran volte e belle linee, di poco sporcata da un stop sul giro dallo Stalder. è solo l’inizio per il cigno ticinese, capace di arrivare in fondo alla rincorsa dei 25 metri con un doppio avvitamento, lasciandosi alle spalle soltanto qualche piccolo squilibrio alla trave e due fuori pedana al corpo libero, sulle note di “Por una cabeza”, popolare tango argentino composto, nel 1935, da Carlos Gardel. Il totale di 52.932 (PA 13.433 – TR 13.033 – CL 12.366 – VO 14.100) regala alla Grisetti la finale del concorso generale continentale, con il pettorale n. 11. Non è da meno la compagna allenata da Stefania Bucci, a sua volta ex ginnasta olimpica di quella spedizione che a Montreal ’76 ebbe l’onore di assistere al 10 di Nadia Comaneci. Proprio sotto gli occhi della regina indiscussa dell’artistica rumena (e non solo), cresciuta da un clujiano (o clujense?), Béla Károlyi, la piccola Mori (146 centimetri di potenza e simpatia) mette insieme il punteggio complessivo di 52.365 (PA  13.000 – TR 12.366 – CL 13.533 – VO 13.466), risultando la terza delle italiane, e per questo motivo esclusa dalla finale a 24 di domani pomeriggio (in diretta su Rai Sport dalle 16.30), ma comunque la 14esima del Vecchio Continente. Una bella soddisfazione, finalmente, per il “giglio” dell’Esercito Italiano, protagonista della qualificazione femminile dell’Italdonne ai Mondiali di Glasgow del 2015, poi esclusa per scelta tecnica dal quintetto di Rio de Janeiro. La montevarchina disputerà la final eight al corpo libero, domenica 23 aprile (differita su Rai Sport dalle 17.30), grazie ad una routine con quattro diagonali acrobatiche ben eseguite: Tsukahara, 2 e ½ salto teso avanti, triplo avvitamento e doppio carpio. Biondissima e sbrilluccicante tra gli Swarovski apposti sul body rosa shocking, Martina Maggio, che agli Europei di Berna dovette rinunciare al concorso generale juniores per un problema fisico, si ritaglia un posto nell’élite europea con il personale di 53.315 (PA 13.566 – TR 12.816 – CL 12.800 – VO 14.133), l’ottavo delle qualifiche odierne. La Fata della Robur et Virtus, oro europeo giovanile al volteggio e debuttante tra le senior, si presenta volando tra gli staggi, con qualche sbilanciamento sulla trave e un corpo libero trascinante, al ritmo del Concerto Grosso n.1 dei New Trolls, sporcato da un piedino oltre la linea. All’ultimo giro, sulla sua tavola, la 15enne brianzola saluta con uno Yurchenko doppio, stoppato. Sorrisi per tutti, abbracci al fisioterapista Salvatore Scintu, e strette di mano. L’Italdonne, anche senza le tre F carioca (Ferrari, Ferlito e Fasana), la Rizzelli e la Meneghini, continua a stupire. In un contesto rinnovato, con un codice dei punteggi rivisto e corretto, il terzetto italiano dimostra di essere al passo con i tempi, in scia alle stelle del domani -  come la reginetta juniores Elena Eremina e la connazionale russa Angelina Melnikova, la rivelazione di Coppa Tabea Alt, la francese Dos Santos, ammirata a Jesolo, l’ungherese Zsofia Kovacs o la britannica Elissa Downie, sorella minore di Rebecca – e a quelle del recente passato - a cominciare dalle padrone di casa, le acclamatissime Larissa Iordache e Catalina Ponor. Stelle che splenderanno - o torneranno a farlo - più del Sol Levante.

Le prime 13 delle Qualifiche All-around femminili

  1. Elissa Downie (GBR) 56.198 Q
  2. Zsofia Kovacs (HUN) 54.882 Q
  3. Tabea Alt (GER) 54.866 Q
  4. Elena Eremina (RUS) 54.698 Q
  5. Eythora Thorsdottir (NED) 54.598 Q
  6. Kim Bui (GER) 53.632 Q
  7. Melanie De Jesus Dos Santos (FRA) 53.333 Q
  8. Martina Maggio (ITA) 53.315 Q
  9. Marine Boyer (FRA) 52.966 Q
  10. Filipa Martins (POR) 52.940 Q
  11. Giada Grisetti (ITA) 52.932 Q
  12. Natalia Kapitonova (RUS) 52.898 Q
  13. Nina Derwael (BEL) 52.465 Q
  14. Lara Mori (ITA) 52.365

Qualifiche Corpo Libero donne

  1. Elissa Downie (GBR) 13.900 Q
  2. Claudia Fragapane (GBR) 13.766
  3. Elena Eremina (RUS) 13.633 Q
  4. Catalina Ponor (ROU) 13.566 Q
  5. Lara Mori (ITA) 13.533 Q
  6. Eythora Thorsdottir (NED) 13.366 Q
  7. Angelina Melnikova (RUS) 13.233 Q
  8. Kim Bui (GER) 13.166 Q

Classifiche di qualificazione:

Clicca qui per visitare la Photogallery e rivivere tutti i momenti della qualificazione femminile - Foto di Filippo Tomasi/FGI

    

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