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Il bilancio, tra i complimenti per l’organizzazione e il numero record di medaglie italiane, non può che essere positivo. La XXX Universiade di Napoli 2019 chiude in crescendo un’esperienza incredibile per la città campana e per lo sport azzurro, con la splendida Cerimonia di chiusura che domenica sera ha incantato i 40.000 presenti allo stadio San Paolo fra i quali c’era anche il premier Giuseppe Conte. I complimenti sono arrivati anche dal Presidente del Coni Giovanni Malagò proprio dopo la conclusione della rassegna multidisciplinare: "Siamo molto contenti di come si è conclusa l'Universiade di Napoli, con tantissime luci e pochissime ombre, ringraziamo chi ci ha creduto. Speriamo non ci siano strascichi e complicazioni nella gestione". C’è da essere soddisfatti perché l’Italia ha chiuso i Giochi Universitari nostrani con 44 medaglie di cui 15 d’oro: gli atleti azzurri avevano fatto di meglio soltanto nella prima edizione, quella di Torino 1959, ed eguagliato il primato dell’edizione di Kazan di quattro anni fa, con otto ori in più ottenuti rispetto all’Universiade in Russia. La Ginnastica poi ha scritto davvero la storia, segnando successi da record: dalla medaglia d’oro di Carlotta Ferlito al corpo libero, agli argenti di Lara Mori alla trave e di Alessia Russo al nastro, fino al bronzo della Squadra di Artistica femminile: “I tanti podi arrivati dalla ginnastica artistica e ritmica, ovvero sport non troppo praticati a livello universitario, mi hanno fatto emozionare”, ha detto Mauro Nasciuti, presidente della Commissione tecnica del CUSI.
Oltre l’aspetto sportivo, Napoli ha confermato di essere una città dalle immense bellezze storiche – ha molto colpito l’organizzazione da parte della Federazione Ginnastica d’Italia grazie al Vicepresidente e capodelegazione Rosario Pitton della visita guidata agli scavi di Pompei – oltre che fortemente ospitale. Tanto che più di un migliaio di atleti – soprattutto americani, canadesi, tedeschi, ungheresi e sloveni – resteranno nel Belpaese: “L’Universiade estiva – dice Francis Cirianni, responsabile dei servizi alle delegazioni di Napoli 2019per molti nordamericani è stata quasi come la fine dell’anno scolastico nei College, con i genitori che si uniscono ai figli per trascorrere insieme le vacanze. Tutti i Paesi, dalla Russia al Canada, dal Giappone alla Cina, dagli Stati Uniti al Taiwan, hanno alcuni componenti che proseguiranno la loro permanenza a Napoli e in Italia come turisti”.
E così arriva il momento del passaggio di consegne fra Italia e la Cina, la nazione che organizzerà l’edizione 2021. Sarà Chengdu, città del Sichuan, nella Cina occidentale, ad ospitare la 31esima edizione delle Universiadi. È stato annunciato nel corso della Cerimonia di chiusura con lo sventolio delle bandiere cinesi e di quelle con i colori delle Universiadi sulle note di “O sole mio”. La futura città ospitante i Giochi conta 16 milioni di abitanti e quasi un milione di studenti nei suoi 64 college e università. Nonostante sia ormai una metropoli modernissima, Chengdu raccoglie alle sue spalle una cultura millenaria e soprattutto il testimone di Napoli come città dalla cultura gastronomica tra le migliori d’Oriente.
Con la conferenza stampa di ieri a Palazzo Santa Lucia tenuta dal Governatore della regione Campania Vincenzo De Luca, affiancato nella circostanza dal Presidente del CUSI Lorenzo Lentini e dal Commissario Straordinario Gianluca Basile, cala il sipario su un evento sportivo che ha posto Napoli e l’intera Campania al centro dell’universo sportivo mondiale:118 Paesi partecipanti, oltre 7000 atleti impegnati in 60 impianti ristrutturati e messi a lucido, un villaggio sportivo galleggiante nel porto di Napoli con 2 navi crociere. "È stata l’occasione per consegnare al Governatore De Luca il nostro libro dei 150 anni - ha dichiarato il Vice Presidente della FGI Rosario Pitton - siamo in pochi ad aver creduto da sempre nell’Universiade, nella quale la Ginnastica ha avuto certamente il ruolo organizzativo più difficile legato alla complessa ristrutturazione dell’impianto e alle attrezzature ma la Competition Manager Maria Cristina Casentini e compagni hanno scritto, insieme a me e a tanti volontari, una pagina indelebile della Federginnastica".