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Le stelle sono tante, milioni di milioni. Le stelle della XXX Universiade vogliono dire qualità. E che qualità per le gare di Ginnastica Ritmica, al via questo pomeriggio con l'all around individuale e a squadre fino e in scena fino al 13 luglio con le finali di specialità. Tanti i nomi delle ginnaste che splendono nel panorama internazionale dei piccoli attrezzi e che si daranno battaglia per brillare più delle altre sulla pedana del PalaVesuvio di via Argine. In pole l'azzurra Alessia Russo, la terza miglior ginnasta italiana: un titolo conquistato negli ultimi Campionati Assoluti di Torino appena un mese fa. La stella dell'Armonia d'Abruzzo, che studia Lingue e Letterature all'Università di Chieti, nel 2018 – insieme ad Alexandra Agiurgiuculese e Milena Baldassarri – ha vinto la medaglia di bronzo per Team nel Mondiale di Sofia.

Tra le più attese c'è il talento russo Ekaterina Selezneva, classe 1995 con la voglia di uscire dal cono d'ombra delle gemelle Dina e Arina Averina. È stata selezionata per i Giochi Universitari al posto di Aleksandra Soldatova, inizialmente convocata ma non nel suo miglior momento di forma. Per la ginnasta di Puskin è la seconda Universiade, dopo aver partecipato all'edizione di Tapei 2017 in cui ha vinto l'oro alla palla, l'argento al cerchio e al nastro e il bronzo alle clavette. Nell'attuale stagione agonistica si è cimentata nelle due World Cup di Sofia e Guadalajara, mettendo in cascina sei medaglie tra all around e finali di specialità.

La Russia come filo conduttore, per arrivare altrove. Salome Pazhava è nata a Mosca ma da famiglia georgiana e la Georgia è la sua nazione. Lei è l'idolo indiscusso degli appassionati di Ritmica, che la acclamano ogni volta che scende in pedana. Sarà che ogni suo esercizio racconta una piccola storia, ben rappresentata dall'espressività della ginnasta del '97: “Sono andata a fare danza, ma non mi piaceva. Poi ho iniziato nuoto – ha raccontato Pazhava – ma quando ho camminato in palestra e ho visto palle e nastro, allora ho capito cosa volevo realmente”. La ginnastica è la sua vita, soprattutto per una guerriera come la georgiana, rinata dalle proprie ceneri dopo diversi infortuni importanti.

Dall'altra parte del mondo, l'ascesa della statunitense Laura Zeng non è mai passata inosservata. Amante del balletto, oltre che della Ritmica, la 19enne di Hartford in Connecticut ha alle spalle la partecipazione ai Giochi Olimpici di Rio 2016: il suo 11° posto nell'all around rappresenta il miglior risultato di una ginnasta individualista USA così come la medaglia di bronzo agli YOG di Nanchino 2014. Un'altra “veterana”, seppur classe 1995, è la francese Kseniya Mustafaeva: nata a Minsk da mamma bielorussa, Svetlana Zaitseva, che è tuttora la sua allenatrice, si è trasferita a Bourges all'età di sei anni e ha ottenuto la cittadinanza nel 2012. Come la collega statunitense, può vantare la partecipazione all'Olimpiade carioca di tre anni fa, chiusa nella top ten del concorso generale. Il sogno di entrambe è di vincere una medaglia ai prossimi Giochi Olimpici, quelli di Tokyo 2020.

Accanto alle ginnaste più esperte e già forgiate dai diversi impegni internazionali, all'Universiade partecipano molte giovani atlete in rampa di lancio. Sono le Millennials dei piccoli attrezzi, pronte per mettersi alla prova nei Giochi Universitari partenopei. Come l'ungherese Fanni Pigniczki, classe 2000 reduce dall'ultimo Europeo di Baku, dove ha chiuso al 13° posto l'all around; la bielorussa Julia Evchik, più piccola di un anno rispetto la collega ma con l'esperienza del Mondiale di Sofia nel 2018; decisamente in forma è la finlandese Rebecca Gergalo, la 19enne lo ha dimostrato nella rassegna continentale in Azerbaijan. Senza dimenticare, poi, l'azera Zohra Aghamirova e l'ucraina Yeva Maleshchuk che alzano la qualità tecnica del vivaio internazionale dei piccoli attrezzi. Insomma, ci sarà da divertirsi al PalaVesuvio!