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Il giorno dopo di Vanessa Ferrari è un giorno uggioso, e non soltanto per la pioggerellina che scende su Montreal, dopo una settimana insolitamente mite per lo standard delle ottobrate canadesi. “Non ho dormito, il piede mi ha fatto male tutta la notte – racconta il caporal maggiore dell’Esercito Italiano – E questa mattina mi sono ritrovata gonfio anche l’altro piede. Adesso, in Italia mi vedrà il professor Guido Zattoni, che mi ha sempre seguita al Poliambulanza di Brescia. Voglio togliermi subito il pensiero dell’intervento chirurgico così potrò lasciare prima le stampelle e andarmene in vacanza con Simone, il mio fidanzato. Avevamo programmato questo viaggio molto tempo fa ed adesso è l’unica cosa alla quale voglio pensare. Ho deciso di rischiare il flick tempo Tsukahara sulla seconda diagonale perché sentivo che potevo vincere l’oro. Il mio allenatore, Enrico Casella, mi aveva detto che se avessi fatto lo stesso esercizio della qualificazione, che poi era quello di Rio de Janeiro, avrei portato a casa il bronzo. Però io l’argento e il bronzo al corpo libero ce l’avevo già, così ho deciso di non accontentarmi. Adesso ci sono molte persone che stanno prevedendo il mio futuro. Ci tengo a dire che qualunque cosa accadrà sarà solo per una mia decisione. Nei prossimi mesi avrò tempo per riflettere e comunque nella mia vita la ginnastica continuerà sempre ad esserci. In questi mesi di convalescenza mi sono data un po’ da fare in palestra come tutor, dando una mano alla più giovani. Ma ripeto, sceglierò io cosa fare, quindi attenti a darmi per finita troppo presto”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Casella, che conosce meglio di chiunque altro lo spirito combattivo della Ferrari: “Aspettiamo che le venga nostalgia della palestra e poi vedremo. Lei non riesce a star ferma a guardare, anche nell’ultimo periodo, mentre ci aiutava in allenamento, non vedeva l’ora di tornare in pedana. E' più forte di lei, anche se i suoi tendini saranno un problema. Il destro adesso è infiammato, per lo sforzo di compensazione. Aspettiamo che la visiti il prof. Zattoni, il nostro ortopedico di fiducia che ha sempre seguito le ginnaste di Brescia. Quel tendine poteva saltare in ogni momento, se avesse aspettato un giorno sarebbe stato meglio. Sono sicuro che, una volta guarita, se si sentirà ancora competitiva la rivedremo in gara per giocarsi qualcosa di importante. Avete visto tutti che a Vanessa non basta partecipare”. Il medico della Nazionale, il dr. Matteo Ferretti, il primo a diagnosticare la rottura del legamento tendineo del piede sinistro, ha seguito costantemente gli sviluppi dell’incidente, dando all’atleta il massimo supporto. Non è stato necessario somministrarle antidolorifici, ma le è stato posizionato un tutore per mantenere il piede in equinismo con divieto di carico e deambulazione con due stampelle, che per ironia della sorte si chiamano anche bastoni canadesi. La Federazione Ginnastica d’Italia per facilitare il rientro dell’azzurra ha provveduto a procurarle il passaggio in business class e l’assistenza in aeroporto. Dopo uno scalo a Toronto il  rientro è previsto a Malpensa per le ore 10.30 di martedì 10 ottobre. Il Capo delegazione in Quebec, il Vice Presidente FGI Rosario Pitton, ha espresso alla Ferrari,  a nome del Presidente Tecchi e di tutta la famiglia della Ginnastica, la profonda gratitudine per l’impegno profuso e per la grinta dimostrata.

  

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