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La Federazione Internazionale di Ginnastica la considera una delle manifestazioni di punta della stagione 2019. A maggior ragione dopo il successo della gemella dell’Artistica, organizzata a Gyor, in Ungheria, a fine giugno. Stiamo parlando dei Mondiali juniores di Ritmica, in programma nel prossimo fine settimana a Mosca. E sarà forse perché in Russia i piccoli attrezzi sono sport nazionale, oppure per gli echi ancora forti degli European Games di Minsk, nella vicina Bielorussia, ma questa prima edizione della rassegna iridata giovanile si preannuncia come un evento capace di attirare l’attenzione dei grandi media, oltre che di appassionati e addetti ai lavori. Almeno quanto il 37° Mondiale senior, che a Baku, dal 17 al 22 settembre, assegnerà le carte olimpiche. Da qualche anno, ormai, gli appuntamenti degli junior destano curiosità ed interesse pari a quelli dei grandi. Dagli Youth Olympic Games agli EYOF, passando per gli Europei di categoria, quelli che a Glasgow, la scorsa estate, ci hanno regalato il Re e la Regina dell’Artistica, maschile e femminile (Nicolò Mozzato e Giorgia Villa sono tuttora i giovani ginnasti più forti del Vecchio Continente) le competizioni riservate alle nuovissime generazioni hanno assunto una rilevanza mediatica senza precedenti. Sarà anche per la prossimità nella Ginnastica del salto di livello, con i regolamenti che prevedono l’accesso tra i big all’età di sedici anni, che i classe 2004 siano così attenzionati. Stiamo parlando di ginnaste che anagraficamente potrebbero prender parte ai Giochi di Tokyo 2020. Lo hanno dimostrato sul campo le componenti delle squadrette precedenti: Martina Centofanti e Letizia Cicconcelli a Vienna nel 2013, Anna Basta e Agnese Duranti a Minsk nel 2015, ossia quattro quinti dell’attuale nazionale maggiore, viene da esperienze d’Insieme giovanile. La potremmo chiamare la “Cantera” della Cantaluppi, anche se la stessa Emanuela Maccarani, all’apice della sua cascata di medaglie pesanti, può vantare due bronzi, nel ’96 ad Asken, conquistati proprio con il gruppo junior. Fu l’inizio della scuola di Desio, quella che oggi ci invidiano tutti. Non dimentichiamoci poi che la stessa Milena Baldassarri e il recente argento alle Universiadi di Napoli, Alessia Russo, hanno iniziato la propria carriera proprio in un quintetto giovanile, prima di scegliere la strada individuale. Ecco perché nell’anno del 150° di fondazione la decana delle Federazioni Sportive Nazionali, la FSN con il palmares più antico, sono ancora più belle le medaglie dei cosiddetti Millenial. Sono medaglie intrise di speranza, per un Ente Morale che ha sempre avuto le radici ben salde nel tessuto sociale del Paese, senza mai reprimere però quella voglia innata di spiccare il volo verso un futuro ancora tutto da scrivere!